Cacciatori di zizzania o custodi del grano?

“Lasciate che l’uno e l’altro crescano insieme” è l’ordine che il padrone dà ai suoi servi quando si accorge che nel suo campo il nemico ha seminato della zizzania. Il buon grano e la zizzania sono l’immagine dell’azione di Dio e dell’azione del suo nemico…

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Riconoscersi strada

La strada, la sassaia, le spine e la terra buona, sono i luoghi dove il seminatore getta il suo seme. Ma a differenza che tra i sassi e le spine, sulla strada il seme non viene né “accolto con gioia” e neppure cresce almeno un poco. Il cuore dell’uomo, quando è strada, spiega Gesù…

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Aggiogati con Cristo

“Venite a me voi tutti stanchi e oppressi… prendete il mio giogo sopra di voi”. Queste parole di Gesù raggiungono il cuore di una delle più grandi scommesse del Vangelo: la trasformazione della stanchezza, dell’oppressione e della fatica quotidiana non attraverso la loro eliminazione, ma…

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La vita ritrovata

“Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà”. Questa è la frase di Gesù più ripetuta nei vangeli, vi compare sei volte (Mt 10,39; 16,25; Mc 8,35; Lc 9,24; 17,33; Gv 12,25). È una frequenza impressionante che la rende il cardine dell’annuncio cristiano…

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Dall’orecchio alle terrazze

Prima di inviarli ad annunciare il regno dei cieli, Gesù istruisce i dodici apostoli, avvertendoli che la missione non sarà facile. Dicendo loro “non abbiate paura degli uomini”, Gesù li avverte che l’opposizione è la prova che il messaggio sta funzionando…

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Sollevati sulle ali della compassione

“Voi sarete per me un regno di sacerdoti e una gente santa”, il popolo al quale Mosè trasmette l’annuncio di Dio è un popolo che Dio ha “sollevato su ali di aquila facendolo uscire dall’Egitto. È perché è un popolo da lui liberato che Dio si rivolge a lui dicendo…

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Il pane dello scandalo

“La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda”, c’è un realismo in queste parole di Gesù che forse ci infastidisce e di cui faremmo volentieri a meno. Un realismo che riteniamo in fondo non necessario, e forse anche oscuro come ai quei giudei che lo ascoltano e si domandano: “Come può costui darci la sua carne da mangiare?”…

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Dio ha una storia da raccontare

“Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio”, questo atto di Dio di dare il figlio per amore del mondo, è un atto più grande della creazione stessa del mondo. Nell’In principio Dio ha dominato il caos primordiale con la forza della sua parola, nella pienezza dei tempi Dio è entrato nel caos umano attraverso la fragilità dell’amore che abbraccia l’umanità…

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Vento, fuoco, parola

La potente immagine di un fragore che all’improvviso viene dal cielo come di vento che si abbatte impetuoso e riempie la casa dove si trovano tutti insieme gli apostoli non è un’immagine a caso ma è l’immagine che fonda la chiesa…

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Perché guardate il cielo?

Il racconto degli Atti non indugia nella descrizione di come il Signore è stato elevato in alto, ma dà invece rilievo, per due volte, al modo di stare dei discepoli di fronte all’ascensione del Signore: “stavano con lo sguardo fisso verso il cielo mentre egli se ne andava”…

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Io vivo e voi vivrete

“Io vivo e voi vivrete”, questa promessa di vita che è al cuore di questa pagina di Vangelo, è davvero l’annuncio pasquale del Signore Vivente. Solo colui che è il Vivente può promettere vita. Fa eco qui la parola del Risorto nell’Apocalisse: “Non temere! Io sono il Primo e l’Ultimo, e il Vivente. Ero morto, ma ora vivo per sempre” (1,18). “Non temere …

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Dove è lui siamo anche noi

“Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me”. Gesù pronuncia queste parole alla vigilia della sua morte, mentre sta per andarsene, dunque nel momento in cui il turbamento è la reazione più naturale per i discepoli…

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Pecore spinte fuori dal recinto

Il pastore “chiama le sue pecore, ciascuna per nome”. Non fischia a tutto il gregge ma si rivolge a ciascuna chiamandola per nome. Il nome, nella Bibbia, è l’essenza della persona, ciò che la distingue da tutte le altre e la rende unica. Questo rivela la qualità del rapporto tra il pastore e ogni pecora…

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Il viandante straniero

“Solo tu sei forestiero a Gerusalemme!”, i due discepoli in cammino verso Emmaus confessano una verità necessaria, ossia che la condizione del Signore risorto è quella di essere per noi un forestiero, e solo se lo incontriamo come straniero possiamo confessarlo come risorto. “Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?…

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Solo se ferita la vita vince la morte

“Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiedi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo”, queste parole di Tommaso ci rivelano qualcosa di profondo: non ci sono verità a poco prezzo, la verità porta sempre le stigmate. …

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La tomba aperta è per i vivi

“Vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro”, è questo quello che Maria di Magdala vede in quel mattino pasquale. Un sepolcro la cui pietra d’ingresso è stata rimossa. Non è pero solo una tomba spalancata ma è ma anche vuota, perché il corpo non c’è più: “Hanno portato via il Signore dal sepolcro” dice Maria correndo da Pietro e dal discepolo amato…

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Spezzò il pane

Tra i diversi gesti eloquenti che Cristo ha compiuto, solo due egli ha ordinato ai suoi discepoli di fare: la frazione del pane e la lavanda dei piedi. Entrambi compiuti alla vigilia della sua passione e per questo entrambi evocati nella Missa in Coena Domini…

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Gesù taceva

Gesù, parola eterna del Padre, parola di Dio fatta carne, maestro che ha insegnato alle folle la nuova Legge, Rabbi che ha fatto parlare i muti e che ha consolato gli afflitti, nell’ora suprema tace (Mt 26, 63); non apre bocca (Is 53, 7); non risponde a chi lo accusa (Mt 27,12.14)…

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L’amico riporta in vita l’amico

Il messaggio che Maria e Marta fanno pervenire a Gesù è chiaro, semplice: “Colui che tu ami è malato”. Qui si cela un desiderio: “Vieni”, “unisciti a noi”, “non lasciarci sole nella prova”. La prova più dura non è la malattia del fratello Lazzaro, ma la prospettiva di affrontarla senza l’amico…

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Ora vedo, Signore!

“Un uomo cieco dalla nascita… Colui che sedeva a mendicare”, questo è sufficiente a caratterizzarlo. Non ha nome, la cecità gli ha oscurato il volto. “Il cieco, come il lebbroso, è considerato uno dei morti”, dicono i rabbini…

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C’era un pozzo

Cosa ha permesso l’incontro tra Gesù e la Samaritana? Un pozzo, sul bordo del quale un uomo si è seduto perché era stanco e aveva sete e al quale una donna veniva a tirar su acqua. Ricordare il pozzo di Giacobbe significa evocare anzitutto i patriarchi e la storia di Israele…

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Trasfigurato nella carne mortale

Nel cammino quaresimale il mistero della trasfigurazione ci chiede contemplazione e ci riempie di grande speranza, perché nella trasfigurazione di Gesù possiamo discernere una promessa per ciascuno di noi, per la nostra vita nella carne mortale: la promessa che anche noi saremo trasfigurati…

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La scelta di Cristo

Al diavolo che gli propone di cambiare le pietre in pane, Gesù gli risponde che vuole restare un affamato. Al diavolo che lo invita a dimostrare la sua divinità gettandosi dal punto più alto del tempio, Gesù risponde di non dover dimostrare niente a nessuno…

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Liberare la vita dalla Legge

“Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli”. Sono parole che bruciano queste, ma al tempo stesso che infiammano e ci fanno ardere interiormente perché liberano la vita dalla Legge e ci introducono a una vita più profonda…

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Il mondo è nostro giudice

“Voi siete il sale della terra … voi siete la luce del mondo”; queste parole rivelano quello che Gesù desidera in profondità che i suoi discepoli siano per il mondo. Svelano il modo con il quale lui vede i cristiani, l’idea che ha di noi…

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I semi di un altro mondo

“Beati … perché saranno”. Le beatitudini sono un’apertura al futuro, perché nella maggior parte dei casi il verbo è al futuro: “beati gli affamati perché saranno saziati”. Tutto è rimandato in un futuro e il presente, che si dischiude sulle rive dell’eterno…

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La chiamata del Signore

È sorprendente che il messaggio iniziale di Gesù, quello che conquista i cuori, sia indistinguibile da quello di Giovanni Battista: “Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino”. Le formule sono praticamente identiche…

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Lo Spirito rimane su Gesù

“Vedendo Gesù venire verso di lui”. Giovanni il Battista vede Gesù e noi vediamo Gesù attraverso i suoi occhi: in questo modo Giovanni gli rende testimonianza. Questa è la prima volta che nel quarto Gesù entrare in scena…

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L’amato

Per Gesù, il battesimo ricevuto da Giovanni fu un momento di profonda consapevolezza di sé: consapevolezza di sé come oggetto dell’amore travolgente di Dio. Era pervaso da un senso di assoluta gioia di Dio nella sua stessa esistenza…

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La stella e i profeti

Oggi celebriamo uno straordinario incontro in una piccola città della Giudea tra alcuni sapienti venuti da lontano e uno sconosciuto bambino. Celebriamo un incontro desiderato con cura, pazientemente contemplato nell’abisso stellato e faticosamente ricercato lungo i sentieri terreni…

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II domenica dopo Natale

Il prologo del Vangelo secondo Giovanni è spesso descritto come un inno dossologico strutturato come una sinfonia, che esplora temi come il Verbo (Logos) eterno, la creazione, la luce, la vita, la grazia, la verità, l’incarnazione e la testimonianza di Giovanni Battista…

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Meditare nel cuore

“Trovarono Maria e Giuseppe e il bambino adagiato nella mangiatoia”. Chi altro se non dei pastori, persone povere, socialmente e religiosamente emarginate, potevano credere a un simile segno: una madre, un padre e un bambino posato in una mangiatoia?

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I Domenica dopo Natale

Giuseppe, Maria e il bambino devono fuggire in Egitto. È un paese che spesso è stato un luogo di rifugio. Per Abramo, per Giacobbe e la sua famiglia che fuggivano dalla carestia in Canaan. Per i figli d’Israele in fuga dalle invasioni assire e babilonesi…

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Giuseppe l’uomo che pensa

Nelle sante Scritture gli angeli annunciano qualcosa che è già avvenuto. Al tempo stesso qualcosa che ha già avuto inizio e che avverrà. A Giuseppe l’angelo annuncia che il bambino generato in Maria viene dallo Spirito santo, lei lo darà alla luce e lui lo chiamerà Gesù…

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Un Evangelo più grande

Anche Giovanni il Battista si è convertito al Vangelo di Gesù. In carcere a Giovanni arriva l’eco delle “opere del Cristo”. Queste e non altro fanno nascere nel Battista una domanda a Gesù: “Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?”…

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La Parola e il Figlio

L’annuncio a Maria è una storia di turbamento e ascolto, spavento e fede, paura e gioia, e di tutto ciò che sta nel mezzo, ma è anche una storia di novità radicale, di apertura, di inizi. Quando l’angelo Gabriele gli annuncia che concepirà un figlio che sarà il figlio dell’Altissimo, Maria esita…

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