Cronaca degli ultimi giorni con fr. Enzo
Questa è la memoria degli ultimi giorni con fr. Enzo e il nostro ringraziamento per tutti coloro che gli sono stati vicini.
Verso la fine del mese di giugno, al ritorno dal Convegno liturgico di Fonte Avellana e dall’incontro con i monaci buddisti a Pomaia e a Cellole – le sue ultime apparizioni pubbliche – fr. Enzo ha cominciato a indebolirsi, ad avere un forte dolore all’occhio sinistro e a sentirsi molto affaticato. Le sue condizioni di salute non gli hanno consentito di trascorrere la già programmata vacanza nell’amata Sardegna, presso il mare e la spiaggia di Costa Rei: è stata la prima volta dopo più di quarant’anni. Nelle settimane di luglio la debolezza fisica non gli ha tuttavia impedito di continuare a ricevere persone alla Madia, scrivere articoli e soprattutto portare a termine la sua autobiografia. L’ultimo gruppo incontrato è stato l’Azione Cattolica di Lodi alla quale ha tenuto due meditazioni sull’umanità di Gesù. Oltre a scrivere e ad incontrare le persone che chiedevano di parlargli, fr. Enzo trascorreva molto tempo in cucina, guidando fr. Claudio e le amiche Franca di Milano e Maura di Casale Monferrato nel preparare i sughi e le marmellate della Madia, prodotti da lui voluti e creati.
La festa della Trasfigurazione del Signore è sempre stata per fr. Enzo e per la comunità, prima a Bose e poi alla Madia, un appuntamento importante e, nonostante l’estrema condizione di debolezza, ha fortemente voluto partecipare alle preghiere comuni e al buffet che ogni anno la sera del 5 agosto si tiene nel giardino della fraternità alla presenza di molti ospiti e amici convenuti per la festa della comunità. Nell’eucaristia della Veglia della Trasfigurazione ha pronunciato con voce debole ma ferma la sua ultima omelia. Fr. Enzo era intenzionato fino all’ultimo a tenere la settimana biblica prevista dal 10 al 15 agosto sul tema degli incontri di Gesù nei vangeli, ma non gli è stato possibile.
Il ricovero in ospedale
Per i forti dolori alle gambe, domenica 9 agosto fr. Enzo ha chiesto di essere portato al pronto soccorso dell’ospedale di Ivrea, dove dai primi esami tempestivamente fatti gli viene diagnosticata un’ostruzione delle vie biliari. Grazie all’intervento del Dott. Mauro Salizzoni, suo amico personale fin dai tempi della giovinezza, il giorno stesso è stato trasportato presso il Centro trapianti di fegato dell’Ospedale Molinette di Torino diretto dal prof. Renato Romagnoli. Mentre si attende l’arrivo della Croce Rossa, fr. Enzo confida a fr. Goffredo: “Questa volta non ce la farò. Sento che è giunta la mia ora: sono nella pace. Ho fatto una vita bella!”. Nei giorni successivi, fr. Enzo veniva sottoposto all’intervento chirurgico di disostruzione biliare. L’operazione riuscì bene. Per il proseguo delle terapie e della dialisi, sabato 22 agosto fr. Enzo veniva trasportato nel reparto di terapia intensiva della Struttura complessa nefrologia, dialisi e trapianto di rene diretta dal professor Dario Biancone che per il proseguo della degenza seguirà da vicino la situazione, sempre in contatto con fr. Giovanni. Il giorno seguente, fr. Enzo entra in coma metabolico, successivamente gli viene diagnosticato un focolaio di polmonite batterica per la quale si inizia una cura antibiotica. Per alcuni giorni le sue condizioni sono definite dai medici curanti molto gravi. Fr. Enzo riceve l’eucaristia in forma di viatico. I suoi amici più cari, le persone a lui più vicine e i famigliari vengono informati della situazione. Con il consenso dei sanitari, i fratelli e le sorelle della Madia si alternano giorno e notte per non lasciare mai solo fr. Enzo.
Verso la fine della settimana, fr. Enzo esce lentamente dal coma metabolico riprendendo conoscenza; domenica 30 agosto parla con grande lucidità con i fratelli e la sorella presenti, chiedendo come va alla Madia, come stanno gli ospiti, e dando indicazioni per l’acquisto del mosto presso la cantina di Castel Boglione in vista della preparazione della mostarda monferrina. A due di noi chiede: “Quando andiamo a mangiare insieme?”. Questo sua inaspettata ripresa ci ha fatto sperare nell’avvicinarsi del suo rientro a casa, come in quei giorni chiedeva con insistenza a sr. Antonella: “Portatemi a casa!”. Esausto dell’intensa giornata, verso sera è molto stanco e si assopisce. Dopo la morte, il Prof. Biancone ci spiegherà che quello vissuto domenica è stato il tipico fenomeno del “miglioramento terminale”.
Il giorno seguente, fr. Enzo era perlopiù incosciente, alternando momenti di debole presenza ad altri di profondo sopore. Verso sera, i medici ci comunicano che a causa di un fungo infettivo particolarmente invasivo, dovranno procedere alla rimozione di tutte le cannule, compreso il catetere venoso per la dialisi e iniziare una cura antibiotica. Sollecitati da fr. Giovanni, ci rendiamo conto che siamo giunti a un punto decisivo e delicato, e il giorno successivo avremmo valutato se interrompere le cure e portare fr. Enzo a casa.
Martedì 1° settembre alle 8,27, mentre fr. Maurizio si apprestava a terminare la notte ed essere sostituito, fr. Enzo è morto. Nel bollettino medico ufficiale, il prof. Biancone comunica: “Questa mattina alle ore 8,27, p. Enzo Bianchi è deceduto per una setticemia causata da una grave infezione, in un quadro clinico multiple comorbidità cardiache, polmonari, renali, metaboliche e epatiche”. Ci è di grande consolazione avere la certezza, costantemente confermata dai medici, che nelle tre settimane di ricovero fr. Enzo non ha sofferto. Lui ha sempre scritto, dichiarato il dovere di risparmiare a chi si trova in fin di vita ogni forma di dolore e sofferenza. E così è stato.
Raccolti attorno al corpo di fr. Enzo deposto nel letto della sua camera di ospedale, abbiamo pregato i salmi della morte, le preghiere a lui care, invocato le litanie dei santi monaci e monache.
Il corpo di fr. Enzo esposto alla Madia
Il feretro giunge a Casa della Madia intorno alle ore 18,00 del giorno della morte. Al suo arrivo, oltre ai fratelli e alle sorelle della comunità, ci sono alcune decine di persone che lo attendono. La bara è posta al centro del coro monastico. Fr. Enzo è rivestito della cocolla monastica, con i sandali ai piedi, al collo la croce che indossava quando era priore di Bose. Alla sua destra il bastone patriarcale regalatogli dal Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartholomeos I, e tra le mani i santi Vangeli. Sull’altare è collocato l’Evangelario prezioso aperto alla pagina del racconto delle donne al sepolcro il mattino di Pasqua del suo amato Vangelo secondo Marco. Nell’abside è collocata la grande icona della Trasfigurazione del Signore da lui scritta molti anni fa, al di sotto le fiammelle delle sette lampade della Menorah.
Alle 19.00, i fratelli e le sorelle della Madia celebrano il Vespro dell’Ufficio dei morti alla presenza di molte persone. Fino a tarda sera il corpo di fr. Enzo è vegliato con una silenziosa preghiera.
Il giorno successivo, mercoledì 2 settembre, fin dal mattino centinaia di persone fanno visita a fr. Enzo, sostano in preghiera, esprimono parole di cordoglio ai fratelli e alle sorelle della comunità. Incontriamo amici di fr. Enzo, suoi parenti, ospiti della Madia e di Bose, persone conosciute e altre di cui non sappiamo il nome. Pregano davanti a fr. Enzo il vescovo di Ivrea, Mons. Daniele Salera, accompagnato da alcuni presbiteri, il vescovo di Biella Mons. Roberto Farinella, il priore di Bose Sabino Chialà insieme ad alcuni monaci e monache di Bose. L’ufficio dei morti è cantato al mattino, a metà giornata e a vespro. Alle 21,00 celebriamo la Veglia funebre alla presenza delle sorelle di Cumiana, dei fratelli di Cellole, del Priore di Bose e alcuni monaci e monache della comunità, di centinaia di persone provenienti da ogni parte d’Italia e dall’estero.
La veglia funebre, composta da salmi, letture bibliche, la lettura tratta dal suo libro Cosa c’è di là, dove fr. Enzo narra nei dettagli come desidera che sia la sua morte, si è conclusa con il canto delle litanie dei santi monaci e delle sante monache e di alcune figure di santità quotidiana care a fr. Enzo e che lui ha chiesto fossero invocate alla sua morte come espressione della comunione dei santi. Le abbiamo cantate e qui le riportiamo nell’ordine esatto nel quale le ha scritte di suo pugno nel diario: sorella Maria di Campello, don Gino Piccio, don Michele Do, Andrea della Serra, Enrico il sediaio, fr. Roger Schutz, mamma Angela, Cocco ed Etta, Alessio, don Antonio Foglino, p. Michele Pellegrino, don Primo Mazzolari, p. André Louf. La nostra piccola chiesa è stata incapace di contenere tutti, e molti sono stati costretti a rimanere all’esterno, alcuni seguendo il rito dalle finestre aperte.
I riti dell’unzione, della velazione e della chiusura della bara
Anche il giorno seguente, giovedì 3 settembre, ha inizio con la preghiera della mattina dell’Ufficio dei morti, e per l’intera mattinata continua ininterrotta la visita delle persone. Alle 12,30 celebriamo l’Ufficio della Resurrezione del Signore, nel quale si cantano i salmi pasquali, si proclama l’evangelo della Resurrezione e si intona il tropario pasquale. Al termine, i fratelli e le sorelle della Madia e i fratelli di Cellole si dispongono attorno a fr. Enzo per il rito dell’unzione, della velazione del volto e della chiusura della bara.
Cantato il salmo 133, fr. Goffredo unge il volto e le mani di fr. Enzo dicendo: “Ti ungo con nardo prezioso in vista della tua sepoltura. Tu che hai tanto amato i profumi, odora ora nel riposo e nella pace il buon profumo di Cristo”. Poi invita i fratelli e le sorelle a dargli l’ultimo bacio. Dopo aver cantato il salmo 27, il priore della Madia stende sul volto di fr. Enzo il velo pregando:
Signore, Dio di misericordia,
noi rivolgiamo il nostro sguardo a te
nell’ora in cui scompare ai nostri occhi
il volto di nostro fratello Enzo,
il volto di chi abbiamo tanto amato:
concedigli di contemplarti faccia a faccia
e conferma la nostra speranza di rivederlo un giorno
presso di te, trasfigurato nella tua gloria,
quando tutti insieme ci ritroveremo nella vita eterna.
Al termine, fr. Goffredo invita gli addetti dell’agenzia funebre a procedere alla chiusura della bara. Sopra la bara chiusa è posto l’Evangelario e una rosa rossa.
Il trasferimento a Castel Boglione e i funerali
Alle 14,00 in punto, il corteo funebre di auto ha lasciato Albiano d’Ivrea in direzione di Castel Boglione, paese dell’astigiano di circa 600 abitanti, dove fr. Enzo è nato il 3 marzo 1943. Il giorno dei funerali la Giunta comunale ha proclamato il lutto cittadino. Sul carro funebre fr. Enzo è stato accompagnato da don Luigi Carrai, l’ultimo presbitero ancora in vita a cui lo legava una forte amicizia.
Alle 16,15, il feretro è stato accolto alla porta della chiesa parrocchiale dai fratelli e dalle sorelle della Madia, di Cumiana e di Cellole. Il feretro viene posto in centro davanti all’altare con il volto rivolto verso la navata, alla sinistra stanno i fratelli e le sorelle della Madia e alla destra le sorelle di Cumiana e i fratelli di Cellole. Per espressa volontà di fr. Enzo, le esequie sono presiedute da fr. Valerio Lanzarini, monaco del Monastero di Cellole, ed è lui che pronuncia l’omelia.
La pur grande chiesa parrocchiale di Castel Boglione – nella quale fr. Enzo è stato battezzato con il nome di Giovanni, è stato cresimato e ha ricevuto l’eucaristia – non ha potuto accogliere le oltre mille persone presenti, metà delle quali, per ragioni di sicurezza, sono state costrette a seguire il rito all’esterno della chiesa. Oltre agli amici e alle amiche più care di fr. Enzo, ai parenti, ai conoscenti e a tante persone provenienti da ogni parte d’Italia e dall’estero per dare l’estremo saluto, sono presenti l’arcivescovo di Spoleto-Norcia Renato Boccardo, il vescovo di Mondovì Egidio Miragoli, fedeli amici di fr. Enzo, ai quali era unito l’Arcivescovo di Pescara-Penne Tommaso Valentinetti impossibilitato ad essere presente per ragioni di salute. Vi erano inoltre l’arcivescovo di Vercelli Marco Arnolfo, il vescovo emerito di Aosta Giuseppe Anfossi, il vescovo emerito di Pinerolo Pier Giorgio De Bernardi, il vescovo emerito di Mondovì Luciano Pacomio. A rappresentare il vescovo di Acqui Luigi Testore, ordinario del luogo, il vicario generale Paolino Siri. Numerosi presbiteri e religiosi, il priore di Bose Sabino Chialà con una delegazione dei monaci e monache della comunità. Nell’impossibilità di essere presenti, abati e priori di altri monasteri hanno inviato i loro messaggi.
Per le chiese ortodosse il vescovo Andrei (Cilerdic), metropolita d’Italia e Austria del patriarcato di Serbia, archimandrita Ambrogio (Makar), rettore della parrocchia di Sant’Ambrogio del Patriarcato di Mosca a Milano, l’igumeno Arsenij (Sokolov) del Patriarcato di Mosca già rappresentante del Patriarcato di Mosca presso il Patriarca di Antiochia e di tutto l’Oriente.
Per le chiese della Riforma, la delegata della Tavola valdese pastora Maria Bonafede, già Moderatora della Tavola, e la delegata delle chiese battiste pastora Lidia Maggi.
Tra le diverse autorità civili e sindaci presenti, la sindaca di Castel Boglione Graziella Zanchetta e la sindaca di Albiano d’Ivrea Rosanna Tezzon.
Al termine del rito funebre, a nome dei fratelli e delle sorelle della Madia, delle sorelle di Cumiana e dei fratelli di Cellole, fr. Goffredo, priore della Fraternità monastica della Madia, ha preso la parola per un congedo da Enzo.
Per rispettare la sobrietà espressamente richiesta da fr. Enzo alle sue esequie, fr. Goffredo ha annunciato la lettura dei messaggi ufficiali delle sole chiese presenti ai funerali. Ha invitato Mons. Boccardo a dare lettura del messaggio del Card. Matteo Zuppi arcivescovo di Bologna e Presidente della Conferenza episcopale e italiana. Ha poi invitato il vescovo Andrei, metropolita d’Italia e Austria a dare lettura del messaggio del Patriarca di Serbia Porfirje. Infine, ha dato la parola alla pastora Maria Bonafede per la lettura del messaggio della Tavola Valdese.
Per la casa editrice Einaudi, presso la quale fr. Enzo ha pubblicato i libri a lui più cari, erano presenti la direttrice editoriale Paola Gallo, Andrea Canobbio e Gabriele Di Fronzo. I vertici delle Edizioni San Paolo, l’editrice cattolica di riferimento di fr. Enzo: l’amministratore delegato e direttore di Famiglia cristiana Stefano Stimamiglio, il direttore generale Giuseppe Musardo, il direttore editoriale Simone Bruno e il vicedirettore editoriale e direttore di Jesus Antonio Rizzolo, insieme al condirettore Vincenzo Vitale. Era presente un amico personale di fr. Enzo, Antonio Sciortino, direttore della rivista Vita pastorale, insieme a Giulio Truglia.
Tra gli amici personali più noti di fr. Enzo erano presenti Andrea Riccardi, Elsa Fornero, Alberto Melloni, Gad Lerner, don Luigi Ciotti, Rosanna Virgili. Nei giorni del lutto si sono fatti a noi vicini Massimo Cacciari, Gabriella Caramore, Vito Mancuso, Massimo Recalcati, impossibilitati a partecipare ai funerali.
La processione al cimitero e la sepoltura
Gran parte dei presenti hanno formato un lungo corteo funebre che a piedi ha accompagnato fr. Enzo nel suo ultimo tratto di strada verso il cimitero. In un clima di raccoglimento e di rispettoso silenzio, la processione è transitata davanti alla casa natale di fr. Enzo posta di fronte alla chiesa e davanti alla Cantina sociale Araldica che lui ha contribuito a fondare agli inizi degli anni Sessanta. Secondo la volontà espressa da fr. Enzo pubblicamente in più occasioni, anche recenti, giunti alle porte del cimitero e posto il feretro nell’atrio del camposanto, Anna Colli ha intonato la canzone Grazie alla vita della cantautrice e poetessa cilena Violeta Parra. All’interno del cimitero, fr. Valerio ha recitato le ultime preghiere e ha impartito la benedizione della salma e dei presenti; al termine fr. Goffredo ha trasmesso ai presenti l’invito più volte espresso da fr. Enzo: “Quando il mio funerale sarà finito, andate a casa e brindate a me alzando al cielo un bicchiere di vino buono”.
I riti funebri si sono conclusi con la sepoltura della salma nella nuda terra con il volto rivolto a Oriente, nella tomba acquistata da fr. Enzo pochi anni fa. Ha espresso il desiderio che venissero sepolte con lui le ossa di sua mamma Angela, di suo padre Giuseppe, di Cocco e di Etta, le due donne che lo hanno cresciuto dopo prematura scomparsa della mamma. Adempiendo la sua volontà conosciuta a chi ha letto i suoi libri, alcune persone hanno deposto sulla tomba mazzi di erbe aromatiche: basilico, rosmarino, salvia, alloro, menta, timo, maggiorana. Quelle erbe aromatiche che fr. Enzo ha chiesto che sulla sua tomba non manchino mai. Quando nella prossima primavera si provvederà ad allestire la tomba, sarà collocata sulla parete posteriore l’opera d’arte musiva “Il sole rosso”, appositamente commissionata nel 2023 da fr. Enzo per il suo sepolcro all’artista veneziano Gianmaria Potenza e al momento conservata nel refettorio grande di Casa della Madia.
Nel suo libro Cosa c’è di là, fr. Enzo ha scritto: “E quando verrete sulla mia tomba, portatemi una rosa rossa e un mazzolino di erbe aromatiche. Poi andate in un buon ristorante del Monferrato e con del vino buono brindate a me e alla vita”.
Noi fratelli e sorelle di casa della Madia siamo abitati dall’intima consolazione per essere riusciti, grazie anche all’aiuto di diverse persone, a realizzare tutte le volontà chiaramente espresse da fr. Enzo circa il suo morire, la celebrazione dei riti funebri, e il suo ultimo addio.
Ringraziamenti
Noi fratelli e sorelle della Madia ringraziamo tutti le persone che si sono unite a noi nel dolore e nel pianto per la morte di fr. Enzo. In particolare desideriamo ringraziare il Dott. Prof. Mauro Salizzoni per l’aiuto e il sostegno. Un sentito ringraziamento al Dott. Prof. Dario Biancone per l’eccellente assistenza e le cure riservate a fr. Enzo durante il periodo di degenza. Un ringraziamento di cuore va anche a tutto il suo staff medico e al personale infermieristico. Un grazie particolare al Dott. Prof. Vincenzo Mazzaferro per l’attenzione e l’umanità con il quale ci ha accompagnati in queste settimane difficili.
Il nostro più sentito ringraziamento al Dott. Franco Biglino designato da fr. Enzo come suo Esecutore testamentario, per il sostegno sensibile e puntuale nell’adempiere le ultime sue volontà.
Ringraziamo il parroco p. Joseph Vallanat e la comunità cristiana di Castel Boglione, la sindaca Dott.sa Graziella Zanchetta per la piena collaborazione e per lo sforzo organizzativo, e tutti gli abitanti di Castel Boglione compaesani di fr. Enzo che lo hanno accolto manifestando affetto e riconoscenza.
Ringraziamo inoltre Sandra Cordara di Castel Boglione, parente di fr. Enzo e a lui molto legata, che da tempo ha seguito le pratiche cimiteriali relative alla tomba e la sua sistemazione, e in questi giorni ha fatto da tramite per la preparazione del funerale tra fr. Goffredo, il parroco e la sindaca.
Il nostro ringraziamento più sincero al maestro Ezio Aimasso e al coro Haec Dies per l’esecuzione della Missa da Requiem in gregoriano alla liturgia funebre, e aver così adempiuto la volontà di fr. Enzo.
Desideriamo infine ringraziare Riccardo Paglia dirigente delle Onoranze Funebri Garda e Dalberto di Ivrea, per la professionalità e la sensibilità dimostrate nell’accompagnare la preparazione e lo svolgimento dei rituali funebri con profonda discrezione e grande cura umana.
Messa di trigesimo
Domenica 4 ottobre alle ore 12.00, presso la chiesa della Fraternità monastica della Madia ad Albiano d’Ivrea, sarà celebrata la Messa di Trigesimo per fr. Enzo. Fin da ora invitiamo amici e ospiti ad essere presenti. Al termine della celebrazione, ci ritroveremo attorno a un pranzo di festa e di memoria.
I fratelli e le sorelle di Casa della Madia
Albiano d’Ivrea, 10 settembre 2026






