Davvero corale è stata domenica 4 ottobre alla Madia la partecipazione alla celebrazione del Trigesimo dalla morte di fr. Enzo. Più di duecento tra amici, ospiti, persone legate a vario titolo a fr. Enzo e alla nostra fraternità, hanno partecipato alla giornata di memoria iniziata alle 12.00 con la Celebrazione eucaristica nella grande festa di S. Francesco presieduta dall’Arcivescovo di Pescara Tommaso Valentinetti, amico personale di fr. Enzo, assistito da don Piero Agrano e don Alessandro Amapani e concelebrata da altri presbiteri. Erano presenti le sorelle di Cumiana con don Flavio, Donata e Laura monache di Tartiglia in Casentino e lo ieromonaco Benedetto del chiesa ortodossa serba. Amici e ospiti provenienti per l’occasione da ogni parte d’Italia. Non pochi, ho colto l’occasione per fare visita alla tomba di fr. Enzo al cimitero di Castel Boglione.
All’eucaristia è seguito il pranzo di festa e di memoria. In un clima sereno e di forte emozione, si sentiva nelle tavole l’evocazione di episodi, di momenti vissuti e incontri avuti con Enzo, di sue parole e anche di qualche ricetta. Il pranzo si è concluso nel cortile della Comunità, dove tutto ci siamo ritrovati per rendere presente Enzo innalzando un calice di buon moscato offerto, insieme al vino servito al pranzo, dalla Cantina Araldica di Castel Boglione.
Alle 15.00, al suono della campana, ci siamo riuniti nel grande portico per la prima lettura pubblica del Testamento spirituale di fr. Enzo. In un silenzio intenso e commosso, a tratti rotto dai sommessi singhiozzi, fr Goffredo ha dato lettura del Testamento scritto di suo pugno da fr. Enzo il 29 agosto 1972 nell’agenda personale e completato con una breve aggiunta scritta il 1 novembre del 1993 su un foglio allegato. Al termine, il priore della Madia ho sottolineato che fr. Enzo scrisse il testamento all’età di ventinove anni ma pareva l’avesse scritto poco prima di morire. Nonostante la giovane età, lo scritto contiene già i tratti fondamentali della personalità di fr. Enzo, uomo e credente, che lo hanno segnato fino all’ultimo: il primato della fede e dell’amore per il Signore, il legame alla chiesa, l’amore per i fratelli e le sorelle di Bose, la richiesta di perdono, la riconoscenza per gli amici avuti, l’amore per la terra e per la bellezza del mondo. Nell’aggiunta, in età ormai matura, non manca espressa la chiara volontà: “Vorrei fare della mia morte un atto, un atto di riconsegna al Signore un atto di amore per lui e per tutti voi che restate”.
Il secondo elemento evidenziato da fr. Goffredo è che nonostante l’allontanamento da Bose e il dolore lacerante da lui vissuto, fr. Enzo non ha modificato in nulla il suo Testamento spirituale, e questo evidenzia come quei tristissimi fatti non abbiamo alterato in nulla il suo sentire profondo e la verità dei suoi sentimenti.
Fr. Goffredo ha poi dato la parola al Dott. Franco Biglino non prima di presentarlo come la persona che fr. Enzo aveva da tempo nominato suo esecutore testamentario, relativamente al suo testamento civile. Biglino ha ricordato ai presenti che insieme all’eredità spirituale che Enzo ha lasciato, abbiamo tutti il compito di proseguire il percorso di diffusione del suo pensiero e delle sue opere affinché continuino ad essere di ispirazione e di conforto per tutte le persone che sono in ricerca. Ha inoltre ricordato la responsabilità che tutti abbiamo, con i fratelli e le sorelle della Madia, di creare uno strumento giuridico – “al momento ipotizziamo una fondazione” – che cataloghi, conservi e diffonda l’immenso patrimonio di scritti e riflessioni che ha lasciato. Per questo si è appellato all’aiuto da parte di tutti: chi ha idee, proposte o spunti può farli pervenire alla comunità. Ha concluso promettendo di aggiornare gli amici e gli ospiti della Comunità entro fine anno su quelli che saranno i prossimi passi.
Fr. Goffredo ha poi presentato la Ieromonaco Benedetto del monastero serbo ortodosso di Dečani in Kosovo che già era stato alla Madia ad incontrare fr. Enzo al quale era legato da tempo. Fr. Enzo amava particolarmente i monasteri serbi che più volte aveva negli anni visitato. In particolare Žiča, Dečani e Manasija che rappresentano i pilastri storici, artistici e spirituali del Medioevo serbo-ortodosso. Padre Benedetto ha presentato l’icona da lui ideata in memoria di fr. Enzo e realizzata dall’atelier iconografico di Dečani, che dal XIV secolo è un punto di riferimento iconografico importante della chiesa Serba. L’icona rappresenta un particolare della lavanda dei piedi: il piede di Pietro e le due mani di Cristo mentre lo lava. Il braccio destro di Cristo è coperto dalla manica di colore rosso segno della divinità, mentre il braccio sinistro è avvolto da un’ampia manica bianca che raffigura la cocolla indossata da fr. Enzo e dai fratelli e le sorelle della Madia durante la preghiera liturgica.
Il priore fr. Goffredo ha concluso la giornata nella quale si è fatta memora grata di fr. Enzo, ricordando che la sua eredità spirituale non appartiene solo a qualcuno e tanto meno ai soli fratelli e alle sorelle della Madia, ma a tutti coloro che lo hanno conosciuto e amato, i quali gli sono debitori per la sapienza, la guida e il sostegno.
Per la giornata, i fratelli e le sorelle della Madia hanno preparto un libretto che raccoglie alcuni scritti e immagini, dal titolo La morte di un cristiano: la cronaca dei giorni della morte di fr. Enzo e le esequie, l’omelia funebre di fr. Valerio, il congedo da Enzo di fr. Goffredo e quattro testi scritti in occasione della scomparsa di fr. Enzo, che i fratelli della Madia hanno scelto perché particolarmente eloquenti nel tratteggiare la sua personalità e la sua vita. Il libretto è in vendita presso la libreria della Madia.
A tutti i presenti al Trigesimo è stato fatto dono di una pubblicazione – qui allegata – che riporta il Testamento spirituale e altri scritti testamentari: il discorso di fr. Enzo per l’inaugurazione di Casa della Madia e l’ultima lettera inviata da fr. Enzo lo scorso 5 agosto al priore e ai fratelli e alle sorelle di Bose.
È stata inoltre distribuita a tutti una cartolina commemorativa del Trigesimo qui riportata che riporta un’opera artistica custodita alla Madia, davanti alla quale fr. Enzo amava sostare negli ultimi mesi: Deposizione dell’artista Safet Zec, realizzata nel 2014 su tela. Anche la cartolina è disponibile nella libreria della Madia.
In allegato trovate anche una sintesi dell’intervento di Franco Biglino. Il video dell’intero pomeriggio è disponibile sul canale YOUTUBE di Casa della Madia
Quella del Trigesimo dalla morte di fr. Enzo è stata una giornata dove lacrime e sorrisi si sono intrecciati nel segno della memoria viva, consegnando a tutti la certezza che la parola e la testimonianza di fr. Enzo continueranno a illuminare il cammino di quanti lo hanno conosciuto e amato.

