Domenica 24 maggio 2026 – ore 15:30
PATRIZIA VALDUGA
Una poesia che reagisce all’orrore del presente
La poetessa interpreta la sua ultima opera
Nella nuova raccolta di Patrizia Valduga la meditazione sulla vita che “vola via” viene trafitta dalla tragica attualità delle guerre in corso. Nel flusso di umori ed emozioni si affaccia l’urgenza di reagire alle ingiustizie di “questa età cruenta e tenebrosa”. E gli scoramenti trovano qualche ristoro nella cura formale, nell’intensità del canto e della pulsione metrica. Ed ecco allora la donna con le sue passioni, la poetessa che sorveglia la qualità del dettato o battibecca con una voce interiore che col suo metronomico entrare e uscire di scena scandisce la “guerra della mente”, e c’è perfino lei stessa postuma, mentre ricerca nella clessidra del tempo la sparsa polvere dell’essere. Un teatro dell’interiorità che reagisce alle storture del mondo e in cui si susseguono inquietudini, ironie, sconsolati recitativi seguiti da fiere arie di vendetta: “Ne ho abbastanza di angosce e di sconforti… / Io voglio vendicare tutti i morti / di queste guerre vere e d’invenzione / volute da chi merita il mio drone”. In questi versi feriti e lucidissimi, Patrizia Valduga trasforma la rabbia e la pietà in canto. Una poesia che reagisce all’orrore del presente e cerca, ostinata, un equilibrio umano.
PATRIZIA VALDUGA , poetessa e traduttrice, ha esordito nel 1982 con l’opera Medicamenta, che ha ricevuto il Premio Viareggio Opera Prima di poesia. Nel 1988 ha fondato la rivista mensile Poesia, di cui è stata direttrice. Tra le sue principali opere Donna di dolori (1991), Requiem (1994) Ultimi versi (2006) Poesie erotiche (2021). Ha tradotto scrittori come John Donne, Molière, Stéphane Mallarmé, Paul Valéry, Tadeusz Kantor, William Shakespeare, Pierre de Ronsard ed Ezra Pound.






